Virus del Nilo occidentale in Europa nel 2026: diffusione record e prima stagione mortale nei Paesi Bassi
Come si è diffuso il virus del Nilo occidentale in Europa nel 2026, con i casi e i decessi suddivisi per Paese secondo i dati dell’ECDC, dell’ISS italiano, dell’EODY greco e del RIVM olandese, perché i Paesi Bassi sono diventati un nuovo focolaio e cosa aspettarsi con la fine della stagione.
Il virus del Nilo occidentale, un’infezione trasmessa dalle zanzare e veicolata dagli uccelli, nel 2026 ha avuto una delle stagioni più estese in Europa degli ultimi anni. Al 23 settembre il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) aveva contato 1.569 casi umani acquisiti localmente, più che nell’intero 2025 (1.112) o 2024 (1.436). La maggior parte dei casi si è concentrata in Italia e Grecia. Il cambiamento più significativo si è registrato più a nord: al 8 ottobre i Paesi Bassi avevano segnalato 59 infezioni e 10 decessi, secondo l’istituto nazionale di sanità pubblica RIVM, dopo aver riferito di non aver registrato casi umani acquisiti localmente tra il 2020 e il 2026. Anche Belgio e Germania hanno confermato una trasmissione locale.
Che cos’è il virus del Nilo occidentale e come si diffonde?
Secondo l’ECDC, il virus circola tra uccelli e zanzare, soprattutto Culex pipiens e Culex modestus in Europa. Le persone e i cavalli si infettano attraverso le punture, ma sono ospiti a fondo cieco: non ritrasmettono il virus alle zanzare. L’infezione può trasmettersi anche attraverso trasfusioni di sangue o organi trapiantati provenienti da un donatore infetto. L’ECDC stima che circa l’80% delle infezioni umane non provochi sintomi e che circa il 20% causi la febbre del Nilo occidentale, una malattia simile all’influenza. Meno dell’1% sviluppa una malattia neuroinvasiva, come encefalite o meningite. Muore fino al 17% dei pazienti con malattia neuroinvasiva; gli anziani e le persone immunocompromesse sono i più a rischio. Non esiste un vaccino per gli esseri umani, quindi le indicazioni ufficiali dell’ECDC e del RIVM si concentrano sulla prevenzione delle punture di zanzara, per esempio usando repellenti, indossando abiti coprenti ed eliminando i ristagni d’acqua nei pressi delle abitazioni.
Quanti casi e decessi sono stati registrati in Europa nel 2026?
La stagione è iniziata più lentamente del solito. Il rapporto mensile congiunto ECDC-EFSA contava 245 casi acquisiti localmente in sette Paesi al 5 agosto, meno della media decennale di 403 per quel momento della stagione. Il conteggio dell’ECDC è salito a 429 casi in nove Paesi al 13 agosto, a 1.086 in 15 Paesi ai primi di settembre e a 1.569 al 23 settembre. In quella data, i dati dell’ECDC riferiti dall’agenzia di stampa tedesca dpa indicavano 696 casi in Italia, 355 in Grecia, 125 in Spagna, 102 in Francia, 91 in Romania, 69 in Macedonia del Nord, 46 in Serbia, 28 nei Paesi Bassi e 4 in Germania (nel Rhein-Pfalz-Kreis, a Lipsia e due a Berlino). Al 3 settembre i decessi erano saliti a 61, di cui 49 in Italia e Grecia. Il totale del 2026 è ancora inferiore al record di 2.083 casi del 2018. I dati a livello europeo arrivano con ritardo rispetto a quelli nazionali: il RIVM aveva già segnalato 44 casi nei Paesi Bassi il giorno dopo che l’ECDC ne aveva indicati 28.
Le agenzie nazionali forniscono dati più aggiornati. L’Istituto superiore di sanità (ISS) italiano ha segnalato 754 casi confermati al 7 ottobre nel suo rapporto settimanale n. 11: 401 neuroinvasivi, 253 casi febbrili e 94 infezioni rilevate con lo screening dei donatori di sangue. Ha inoltre riferito 57 decessi e confermato la circolazione del virus in 85 province di 20 regioni. Le regioni con più casi erano Lombardia (178), Veneto (137), Lazio (111, di cui 69 nell’area di Roma) e Piemonte (98). L’ISS ha indicato un tasso di letalità del 14,1% tra i casi neuroinvasivi acquisiti localmente, contro il 19,2% nello stesso periodo del 2025. L’agenzia greca di sanità pubblica EODY ha segnalato 443 casi acquisiti localmente al 8 ottobre, di cui 282 con coinvolgimento del sistema nervoso centrale, e 47 decessi. L’età mediana delle persone decedute era 82 anni. A settembre la Slovenia ha rilevato il virus in cornacchie morte vicino a Lubiana. Al 9 ottobre il Belgio aveva segnalato 16 sospetti casi acquisiti localmente, i primi che si ritiene siano stati contratti nel Paese.
Perché i Paesi Bassi sono diventati un nuovo focolaio?
Prima del 2026, i Paesi Bassi avevano avuto solo un’esperienza limitata con il virus del Nilo occidentale. Nei registri del RIVM figura un uccello infetto nel settembre 2020 e il primo caso umano del Paese nell’ottobre 2020; da allora non si erano registrati altri casi umani fino a quest’anno. Nel 2026, il 6 agosto sono state segnalate infezioni in un uccello e in un cavallo. Il 17 agosto il RIVM ha comunicato che, nell’ambito di uno studio di Sanquin Research, un donatore di sangue asintomatico nella provincia di Utrecht era risultato positivo. Il 26 agosto è seguito il primo decesso, a Utrecht. I successivi aggiornamenti settimanali del RIVM hanno registrato un rapido aumento: 9 casi il 3 settembre, 18 e tre decessi il 10 settembre, 28 il 17 settembre, 44 e cinque decessi il 24 settembre, 56 e nove decessi il 1° ottobre e 59 e dieci decessi l’8 ottobre. Tra i pazienti c’era una donna di 39 anni di Amstelveen che ha sviluppato una meningite. La maggior parte dei casi è stata diagnosticata dopo il ricovero in ospedale.
All’8 ottobre i casi erano distribuiti in sei province: Zuid-Holland 34, Utrecht 13, Noord-Holland 5, Noord-Brabant 4, Gelderland 2 e Overijssel 1. La sorveglianza degli animali mostra quanto fosse diffusa la circolazione del virus. Il RIVM ha segnalato 163 cavalli infetti, 210 uccelli selvatici infetti (con un numero insolitamente elevato di malattie tra cornacchie e altri corvidi) e 20 campioni di zanzare positivi. La quarta vittima, annunciata il 17 settembre, era un paziente che aveva contratto il virus attraverso una trasfusione di sangue. Il RIVM ha dichiarato che non era chiaro se il decesso fosse stato causato dal virus o da problemi di salute preesistenti. Sanquin aveva interrotto nel 2022 i test di routine per il virus del Nilo occidentale. Dal 18 settembre ha sottoposto a test tutte le donazioni in nove province, comprese Groningen, Friesland e Drenthe, dove non erano stati registrati casi. L’ECDC raccomanda ai Paesi dell’UE di escludere i donatori per 28 giorni oppure di testare ogni donazione quando i donatori vivono o sono stati in aree interessate. L’ISS afferma che la sorveglianza in Italia serve anche a proteggere le trasfusioni e i trapianti.
Perché il virus del Nilo occidentale si diffonde verso nord e persiste più a lungo?
In un rapporto pubblicato a settembre in Italia, il ricercatore dell’ISS Antonino Bella ha associato le temperature più alte a una riproduzione più rapida delle zanzare, a una maggiore capacità di sopravvivenza del virus e a una stagione di trasmissione più lunga. In Italia i casi si presentano ormai ogni estate e all’inizio dell’autunno, e talvolta la trasmissione prosegue fino a novembre. Marc-Alain Widdowson, dell’ufficio europeo dell’OMS, ha affermato che il riscaldamento allungherà il periodo in cui il virus può replicarsi in un numero maggiore di Paesi. Ha citato anche la perdita di biodiversità e i cambiamenti nell’uso del suolo, che possono favorire specie di uccelli in grado di fungere da serbatoi efficienti. Vanno fatte due precisazioni. Bella ha messo in guardia dal ricondurre ogni fenomeno al cambiamento climatico. Anche una sorveglianza migliore permette di individuare più casi: la rete italiana analizza zanzare, uccelli e donatori di sangue, e le 94 infezioni rilevate tra i donatori italiani sono state individuate tutte tramite screening. L’ECDC afferma che le zanzare Culex sono già diffuse in tutta Europa, quindi il principale limite alla trasmissione è rappresentato dalle condizioni meteorologiche, non dalla presenza o meno della zanzara.
E adesso?
Negli anni precedenti, ECDC ed EFSA hanno osservato che la trasmissione raggiungeva il picco in agosto e settembre. Nel 2026 il modello si è confermato. Il 1° ottobre il RIVM ha dichiarato che il picco nei Paesi Bassi era passato e ha segnalato solo tre nuovi casi nella settimana fino all’8 ottobre. Il dato settimanale della Grecia è sceso a 20 nuovi casi, mentre il totale italiano è aumentato di 27 tra un rapporto e l’altro. Nelle prossime settimane potrebbero essere aggiunti altri casi, perché l’ISS considera provvisori i dati delle ultime quattro settimane e in passato la trasmissione in Italia è proseguita fino a novembre. L’attività delle zanzare diminuisce con il calo delle temperature. La consueta finestra di test di Sanquin si estende tradizionalmente alla stagione delle zanzare, da maggio a dicembre. Tra i prossimi aggiornamenti ci sono quelli del RIVM ogni giovedì, i rapporti settimanali dell’ECDC ogni venerdì finché dura la stagione, il prossimo rapporto mensile ECDC-EFSA e i dati ECDC sull’intero anno, attesi nel 2027. La questione chiave per il 2027 è se il virus sopravvivrà all’inverno negli uccelli e nelle zanzare dei Paesi Bassi e del Belgio. Dopo il rilevamento nei Paesi Bassi nel 2020, non si erano registrati altri casi umani fino al 2026.
Sources
- ECDC — West Nile virus infection: facts
- ECDC — Surveillance and updates for West Nile virus infection
- ECDC — World Mosquito Day 2026: Europe must upgrade control tools as disease risks rise
- EFSA/ECDC — Surveillance of West Nile virus infections in humans and animals in Europe, monthly report
- RIVM — Westnijlkoorts: actuele informatie (update 8 October 2026)
- RIVM — Westnijlvirus vastgesteld bij bloeddonor
- Istituto Superiore di Sanità — Report della sorveglianza West Nile e Usutu, n. 11 (8 October 2026)
- EODY update on West Nile virus, 8 October 2026 (via Odigos tou Politi)
- Medical Xpress / AP — Italy sees mosquitos spread the West Nile virus farther and longer as Europe warms
- t-online.de (dpa) — West-Nil-Virus in Europa: Fälle nehmen zu, auch Kranke in Deutschland
- NL Times — Blood bank to test donations in 9 provinces after West Nile transfusion death
- NOS — Opnieuw iemand met westnijlvirus overleden, maar piek lijkt echt voorbij
- Cupure — Il virus del Nilo Occidentale causa la decima vittima nei Paesi Bassi con 59 infezioni
- Cupure — Il virus del Nilo occidentale causa un aumento dei decessi nei Paesi Bassi
- Cupure — Quasi 1.600 casi di virus del Nilo occidentale segnalati in Europa quest'anno
- Cupure — Il virus del Nilo occidentale si diffonde in Europa, causando 4 morti in una settimana
- Cupure — Il virus West Nile si diffonde ulteriormente e più a lungo in Italia a causa del clima più caldo
- Cupure — Quarta morte per West Nile Virus nei Paesi Bassi; 28 casi confermati
- Cupure — Identificato il Virus del Nilo Occidentale in un donatore di sangue olandese, primo caso umano dal 2020
- Cupure — Identificato il virus del Nilo occidentale in Belgio, destando preoccupazioni per la salute europea



