El Niño 2026: quanto è forte, quando raggiungerà il picco e cosa comporta per le diverse regioni
Quanto è forte El Niño 2026–27 secondo NOAA, OMM, JMA e l’Ufficio australiano di meteorologia, quando dovrebbe raggiungere il picco e concludersi, come si confronta con gli eventi del 1997–98 e del 2015–16 e cosa comporta per le Americhe, l’Africa, l’Asia, l’Australia e l’Europa.
El Niño, iniziato a metà 2026, si avvia a essere uno dei più forti dall’inizio delle rilevazioni attendibili, intorno al 1950. La National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) statunitense lo ha dichiarato l’11 giugno 2026 e l’Organizzazione meteorologica mondiale (OMM) ha affermato l’8 ottobre che continuerà a intensificarsi fino a raggiungere il picco a dicembre, con una probabilità prossima al 100% che persista fino a febbraio 2027. I suoi effetti sono già visibili: Copernicus ha classificato agosto 2026 come il mese più caldo mai registrato, il Canale di Panama ha ridotto i transiti navali, la California e diversi Paesi dell’America Latina hanno dichiarato lo stato di emergenza e i ricercatori prevedono centinaia di migliaia di morti in più per il caldo prima che il fenomeno si esaurisca.
Che cos’è El Niño e quanto è forte questo episodio?
El Niño è la fase calda di un ciclo naturale del Pacifico: gli alisei si indeboliscono, le acque calde si spostano verso est lungo l’equatore e modificano i regimi di precipitazioni e temperature in tutto il mondo. L’intensità si misura in base all’anomalia della temperatura superficiale del mare nella regione Niño 3.4, nel Pacifico centrale. Secondo l’OMM, tale anomalia era di +1,6 °C a giugno e di +2,5 °C ad agosto 2026; il consenso di 13 centri di previsione indica una media di circa +3,7 °C per il periodo ottobre-dicembre. Il 9 ottobre l’Agenzia meteorologica giapponese (JMA) ha riferito che nella regione monitorata la temperatura era di circa 4 °C sopra la norma, il valore più alto nelle rilevazioni iniziate nel 1949. L’Ufficio meteorologico australiano ha registrato un valore settimanale relativo di Niño 3.4 pari a +2,02 °C nella settimana terminata il 2 agosto, la prima lettura superiore a +2,0 °C dal febbraio 2016.
Le agenzie non utilizzano indici identici, quindi i loro dati differiscono. Nel bollettino dell’8 ottobre, la NOAA ha indicato per il mese precedente un’anomalia di +2,1 °C nella regione Niño 3.4, di +3,0 °C nella Niño-3 e di +3,9 °C nella regione costiera Niño 1+2; dal febbraio 2026 valuta gli eventi con un indice relativo (RONI), che sottrae il riscaldamento dei tropici nel loro complesso e produce valori più bassi. In base a questo indice, la NOAA stima all’83% la probabilità che nel periodo ottobre-dicembre si raggiungano o superino i +2,5 °C, soglia che classificherebbe l’evento come storico. L’andamento delle stime della NOAA è indicativo: ad agosto attribuiva una probabilità del 69% che fosse l’evento più forte dal 1950, salita al 75% a settembre. Il confronto con i due episodi eccezionali di riferimento dipende dal parametro utilizzato. L’OMM cita il precedente record stagionale di Niño 3.4, pari a +2,6 °C nel periodo novembre 2015-gennaio 2016, mentre un’analisi di settembre delle previsioni ECMWF indicava un record mensile di +2,8 °C nel novembre 2015. La JMA ha detto che il suo precedente record, di 3,7 °C, risaliva al dicembre 1997. Il ministero ecuadoriano per la gestione dei rischi ha dichiarato di aspettarsi che l’episodio attuale superi quelli del 1982, 1997 e 2015. L’OMM evita tuttavia di definirlo un «super El Niño», precisando che il termine non rientra nelle sue classificazioni.
Cronologia: 11 giugno – La NOAA emette un avviso El Niño. Metà giugno – L’Ufficio meteorologico australiano dichiara El Niño. 31 luglio – L’OMM afferma che El Niño si rafforzerà durante l’autunno. 25 agosto – Panama dichiara lo stato di emergenza e El Salvador il livello massimo di allerta. 29 agosto – L’Ecuador dichiara l’allerta rossa su tutto il territorio nazionale. 3 settembre – L’OMM definisce l’evento «pienamente consolidato» e avviato verso un’intensità «molto forte». 10 settembre – Copernicus comunica che agosto 2026 è stato il mese più caldo mai registrato, con 16,96 °C. 21 settembre – La California dichiara lo stato di emergenza. 8 ottobre – L’OMM prevede il picco a dicembre. 9 ottobre – La JMA segnala un’anomalia record.
Che cosa comporta El Niño 2026 nelle diverse regioni?
Americhe: le previsioni dell’OMM indicano condizioni più piovose nella parte occidentale del Nord America a sud del 45° parallelo e nel Sud America sud-orientale, e più secche nell’America centrale meridionale, nei Caraibi e nel Sud America nord-occidentale. Il 3 settembre l’Autorità del Canale di Panama ha ridotto i transiti giornalieri da 36 a 34 e, a metà settembre, a 32; secondo la stampa turca, da novembre è prevista un’ulteriore riduzione a 29,5. Un armatore ha offerto la cifra record di 5,3 milioni di dollari per ottenere un passaggio prioritario. Il 21 settembre il governatore della California Gavin Newsom ha dichiarato lo stato di emergenza in previsione delle tempeste invernali. Gli Stati Uniti prevedono di dislocare la nave ospedale USNS Comfort al largo del Perù nel febbraio 2027. In Brasile, gli incendi intorno a Manaus sono stati superiori di oltre il 300% rispetto all’anno precedente, secondo Der Spiegel.
Africa e Asia meridionale e sud-orientale: l’OMM prevede condizioni più piovose nel Corno d’Africa allargato e più secche nel subcontinente indiano; un’analisi citata da AP indica l’Africa meridionale tra le aree più colpite. In Indonesia, la foschia provocata dagli incendi boschivi si è spostata fino in Malesia e ha costretto le scuole a passare alla didattica a distanza. India, Vietnam e Thailandia, i tre maggiori esportatori di riso, sono considerati esposti, così come Indonesia e Malesia, che forniscono circa l’85% dell’olio di palma mondiale. Il Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite avverte che entro la fine del 2027 almeno altri 49 milioni di persone potrebbero trovarsi in condizioni di grave insicurezza alimentare.
Australia ed Europa: l’Ufficio meteorologico australiano ha previsto precipitazioni inferiori alla media in gran parte dell’Australia orientale e temperature superiori alla norma tra agosto e ottobre, con maggiori rischi di siccità, incendi boschivi e una stagione sciistica caratterizzata da scarse nevicate. Per l’Europa, le previsioni dell’OMM indicano una tendenza a condizioni più piovose a sud e più secche a nord. Il Met Office britannico ha affermato che un autunno caldo e piovoso era da 1,5 a 2 volte più probabile del solito, con un rischio maggiore di alluvioni. In Turchia, il professor Doğan Yaşar dell’Accademia turca delle scienze (TÜBA) ha previsto precipitazioni record nel 2027: si tratta di una previsione individuale, non di una proiezione di un’agenzia. Copernicus ha riferito che l’estate 2026 in Europa occidentale ha superato il record del 2003.
Quante vittime potrebbe causare El Niño e quanto costerà?
Il Climate Impact Lab, collegato all’Università di Chicago, stima che tra giugno 2026 e febbraio 2027 nel mondo si registreranno circa 451.000 morti in più legate al caldo, di cui circa 239.000 tra settembre e febbraio; le aree più colpite saranno il Sahel africano e l’Asia meridionale, mentre negli Stati Uniti si prevedono circa 3.500 vittime. Alcune testate hanno arrotondato la cifra a «mezzo milione». Lo studio non è ancora stato sottoposto a revisione paritaria. I mercati stanno già reagendo: a fine agosto il mais ha raggiunto 5,2425 dollari per bushel, il massimo da tre anni, e all’inizio di settembre il cacao ha toccato 6.771 dollari a tonnellata. Goldman Sachs ha affermato che i prezzi delle materie prime alimentari potrebbero salire di oltre il 15%; la cifra di 10.000 miliardi di dollari di perdite globali, circolata sui media turchi, non era attribuita a uno studio specifico. Gli scienziati del clima Zeke Hausfather e Andrew Dessler stimano che El Niño aggiunga circa 0,3 °C alle temperature globali, rendendo il 2027 un serio candidato a diventare l’anno più caldo mai registrato.
Che cosa succederà ora: quando terminerà e sarà seguito da La Niña?
L’OMM prevede che il picco sarà raggiunto a dicembre 2026 e che l’evento persisterà quasi certamente fino a febbraio 2027; secondo la NOAA, la probabilità che le condizioni restino da forti a molto forti fino al periodo gennaio-marzo 2027 supera l’83%. Poiché il riscaldamento globale associato a El Niño si manifesta con ritardo rispetto al picco oceanico, il maggiore effetto sulle temperature è atteso nel 2027. Né la NOAA né l’OMM hanno ancora pubblicato stime sulle probabilità di ciò che seguirà. Le elaborazioni stagionali dell’ECMWF, riportate a settembre, indicano un indebolimento dopo il picco e la possibilità di una La Niña nella seconda metà del 2027, con notevole incertezza su un orizzonte temporale così ampio. Le tappe da seguire: il prossimo bollettino mensile ENSO della NOAA (12 novembre), il prossimo aggiornamento dell’OMM, il picco di dicembre, il dispiegamento della USNS Comfort al largo del Perù nel febbraio 2027 e i bollettini mensili sulle temperature di Copernicus.
Sources
- WMO — Sea-surface temperatures reflect strengthening El Niño (8 October 2026)
- WMO — Strong El Niño expected to intensify (31 July 2026)
- NOAA Climate Prediction Center — ENSO diagnostic discussion
- Elders Weather — 'Very strong' El Niño threshold reached for first time in over 10 years
- Phys.org (AP) — This year's El Niño on track to be strongest on record
- Phys.org (AP) — Worsening El Niño threatens Asia with drought
- TheWeather.net — El Niño 2026–2027 could reach a record-breaking peak
- KATV — El Niño heat could drive 451,000 extra deaths worldwide, report warns
- The Guardian — California declares state of emergency ahead of El Niño
- Cupure — El Niño si intensifica in un evento "molto forte", si prevede che durerà fino a febbraio
- Cupure — Agosto 2026 infrange i record di temperatura globali, diventando il mese più caldo di sempre
- Cupure — El Niño potrebbe portare a quasi 500.000 morti aggiuntivi entro febbraio
- Cupure — La California dichiara lo stato di emergenza prima dell'arrivo di El Niño
- Cupure — Canale di Panama ridurrà i transiti navali a causa della siccità indotta da El Niño
- Cupure — El Niño raggiunge il livello più alto dal 1949, secondo un’agenzia giapponese
- Cupure — Un El Niño da record minaccia l'Asia con siccità e prezzi alimentari globali



